I volti sconosciuti di Cathy Way

Catherine Way, conosciuta come Cathy, è una cittadina britannica nata in Cipro che vive a Granada (Spagna). Lungo il suo percorso professionale si è dedicata (e lo fa tutt’ora) a diverse attività, tra le quali si annoverano l’insegnamento e l’interpretazione. Con una vita tutt’altro che calma, Cathy è una persona che sa approfittare del tempo.

Cathy Way

– Grazie per aver accettato di dedicare un po’ del tuo tempo a questo Blog. So che sei una donna molto attiva e, soprattutto, occupata. Infatti –se non erro–, una volta mentre stavamo chiacchierando mi hai raccontato che da Granada saresti andata a dare delle conferenze a Hong Kong e, una volta tornata in Spagna, ti saresti recata a Barcellona per lavoro, per poi proseguire alla volta della Finlandia per un altro impegno lavorativo ed infine che saresti rientrata a dare lezioni all’Università di Granada… correggendo le traduzioni dei tuoi alunni tra uno spostamento e l’altro. Da dove tira fuori così tanto tempo ed energie Cathy Way? È forse una donna instancabile e che fa ricorso alla magia per allungare le sue giornate? È immune al jet lag? Come riesce a trovare il materiale di lavoro nel suo ufficio sommerso tra enormi montagne di libri e fogli?

– Sì, quel viaggio è stato una follia. Quattordici voli in 20 giorni e il rientro alle 5 del mattino per la Laurea di mio figlio. Ultimamente siamo sotto una grande pressione con tutti questi cambi legislativi, pratiche burocratiche ingenti ed esigenze per pubblicare a livello di eccellenza. Poiché stiamo coprendo delle assenze per maternità, malattia e pensionamenti, siamo davvero occupati. Ciò nonostante, ho sempre avuto energia da vendere. Forse perché ho iniziato a lavorare molto presto (a 14 anni), per aver conseguito due Lauree mentre lavoravo o per aver fatto molto sport. Chissà… Dormo poco. Non bevo molto caffè e nessuno mi ha mai vista ballare tutta la sera.

Al di là di quel che si possa credere col caos apparente, so dove ho tutto. La verità è che il fatto di essere cinque professori in uno spazio per due o tre e con degli stagisti di ricerca non è d’aiuto per avere spazio e mantenere l’ordine.

– Una domanda che saranno in tanti a porsi: in quale modo hai ottenuto il titolo di Traduttrice e Interprete Giurata in Spagna? Hai qualche titolo equivalente in qualche altro paese?

– Non sono una Traduttrice e Interprete Giurata. Quando stavo per dare l’esame, mio figlio ha anticipato la sua nascita. Il mio partner invece sì che l’ha ottenuto e, dato che avevo molto lavoro con lui e traducendo e facendo revisioni per altri Traduttori e Interpreti Giurati, non ho mai preso il titolo. Sono conscia del fatto che sono stata oggetto di critiche per aver formato dei Traduttori e Interpreti Giurati senza esserlo io stessa, ma credo che il modo di tradurre un testo giuridico o giurato non varia sostanzialmente, tranne che nella forma (requisiti pubblicati nel BOE [Gazzetta Ufficiale dello Stato spagnolo], ecc.). A proposito, di recente (BOE 15/11/14) è stato pubblicato un nuovo ordine del Ministero di Affari Esteri e di Cooperazione della Spagna con cambiamenti per i Traduttori e Interpreti Giurati.

Ho seguito qualche corso di Diritto, ho dato lezioni nel Master in Diritto sull’immigrazione e collaboro con la Facoltà di Diritto di Granada in diversi progetti. Ad ogni modo, le mie conoscenze di Diritto sono principalmente di autodidatta. La mia passione è l’interpretazione e ho cominciato lavorando parecchio nei tribunali, oltre che come interprete di conferenza. Nei tribunali s’impara molto.

– Una persona anonima chiede cosa pensi riguardo al fatto che il Ministero di Affari Esteri e di Cooperazione di Spagna stia rifiutando le richieste («legittime», specifica) per l’ottenimento del titolo di Traduttori e Interpreti Giurati ai laureati che compiono con tutti i requisiti accademici ma che, tra il 2010 e il 2011, sono entrati nel percorso studi di vecchio ordinamento nel terzo anno (in seguito al cambiamento causato dal Processo di Bologna da Licenciatura a Grado, un emendamento ha revocato la possibilità di richiedere il titolo per mezzo del piano di studi a partire dal 2009, anche se non ha osservato la possibilità di richiederlo per coloro che avessero iniziato a studiare successivamente) [Nota del traduttore: uno dei modi per ottenere il titolo di Traduttori e Interpreti Giurati in Spagna (che hanno la funzione dei Periti Traduttori e Interpreti in Italia) era attraverso la scelta di materie specializzate nell’ambito della traduzione giuridica nel proprio percorso studi, data la libertà di specializzarsi in diversi ambiti con le Lauree di vecchio ordinamento. Ai laureati che, avendo scelto determinate materie, richiedevano il titolo, questo veniva conferito in modo automatico.].

– Penso che sia un’ingiustizia che si deve più alla mancata conoscenza dell’esistenza di studenti di «passerella» che a altro [Nota: si tratta del nome con cui sono conosciuti gli studenti che entravano a metà percorso studi.]. È sempre la stessa storia: come approfittare del cambio di nome da «Licenciatura» a «Grado» per eliminare l’esenzione dell’esame.

– Hai fatto accenno al fatto che credi che il nesso tra la pratica professionale e la formazione sia un aspetto che potrebbe migliorare. In quale modo? In che altri aspetti può e deve migliorare il settore?

– Il mondo accademico è stato molto criticato in quanto isolato dalla pratica professionale. Credo che non sia così in molti casi e che qualsiasi avvicinamento rechi benefici a tutti. Noi vediamo di essere aggiornati sulla situazione del mercato e della professione e bisogna ringraziare l’aiuto dei professionisti che ci concedono il proprio tempo per farlo. Poi è anche vero che i professori vengono criticati molto senza conoscere il percorso professionale di ciascuno. È quasi impossibile essere professori a tempo pieno e mantenere un’attività professionale.

– Passando a un piano più personale… Sei nata in una base militare in Cipro, paese dove sei tornata in qualche occasione. Com’è andata a finire la tua famiglia là? Ti senti identificata con l’isola?

– Mio padre era nella Forze Aeree britanniche. Mia sorella maggiore è nata in Galles, un’altra sorella ed io in Cipro, i miei due fratelli in Inghilterra e quella più piccola in Galles. Sì, siamo sei fratelli. Sono nata nella base di Akrotiri, che ancora continua ad essere una base britannica. Abbiamo vissuto un periodo nella base e il resto del tempo a Limisso in una casa in affitto. Non sono tornata fino al 2004 e ho potuto rivedere «la mia casa» e «la tata» che aiutava mia madre ed era proprietaria della casa. È stato davvero molto emozionante. Dopo aver vissuto in così tanti posti da bambina, non sentivo di aver gettato molte radici. Tuttavia, tutti questi traslochi hanno influito sul mio desiderio di viaggiare e nella mia facilità ad imitare gli accenti.

– Che parere hai riguardo al conflitto cipriota tra la parte greca e quella turca? Credi che ci sia qualche via per venire a capo del problema?

– Mi ha veramente rattristata vedere la divisione dell’isola e l’odio che sussiste tra ambedue la parti. Cipro è molto piccolo e ancora rimangono molte ferite aperte. Spero che si possa cercare una soluzione per recuperare l’armonia dei suoi abitanti.

– È stata una vera sorpresa venire a sapere che non eri nata in Galles come credevo. In effetti… parli qualcosa di gaelico? Viaggi spesso in modo costante. A quale posto senti di appartenere?

Dato che sono arrivata in Galles a quasi cinque anni, non ho potuto imparare il gaelico da piccola. Ci crederesti che punivano mia nonna quando lo parlava a scuola? Per di più, mio nonno era italiano e da bambina sentivo parlare il greco e l’inglese. Ho avuto gallese per un anno alle elementari ed è stato rimosso dal piano di studi. Abbiamo lottato per diversi anni per recuperarlo e ora i miei nipoti vanno a scuole bilingue. Imparare questa lingua è un conto in sospeso, però capisco qualcosa.

– Dopo 31 anni vivendo a Granada (più che in qualsiasi altro posto), mi sento un po’ «granaína», anche se in verità mi ritengo cittadina del mondo.

– Due delle tue passioni: il giardinaggio e le immersioni subacquee. Come le hai scoperte? Ci invii qualche foto tua in azione? Quali altri sport ti piacciono?

– Da bambina adoravo la natura e gli animali (infatti volevo diventare veterinaria). Faccio giardinaggio da quando ero molto piccola (anche in orto) e ho ancora un giardino. Ho sempre voluto imparare a fare le immersioni, ma tra tesi, figli ed altre questioni ho rimandato. Ho approfittato di un fine settimana tra lavori a Melbourne e Sydney per fare il mio battesimo nella Grande barriera corallina. Poi ho preso il brevetto ad Almuñécar, in provincia di Granada. Ora, dato il sovraccarico di lavoro, non faccio immersioni da un anno e spero di recuperare. Volevo anche fare paracadutismo e, per il mio 50mo compleanno, mi hanno regalato un lancio in tandem. È stato geniale.

Immersione

Tandem

Da giovane praticavo quasi tutti gli sport possibili. C’è da dire che coi compagni abbiamo avuto tante opportunità a scuola e al Liceo. Facevo ginnastica artistica, atletica, netball (che è simile alla pallacanestro), hockey sul prato, tennis, tennistavolo, equitazione. Partecipavo a tutti gli sport di squadra e facevo anche parte di un club di ginnastica e atletica. Sono soprattutto una velocista (100 m, 200 m, 1.500 m, 3.000 m, 100 metri ostacoli) e salto in lungo. Ho provato anche a fare aikidō grazie a mio zio, che è uno tra i migliori in questo sport.

Hockey

– Una persona anonima afferma che i gusti definiscono molto una persona e vuole sapere tre cose (materiali o immateriali) senza le quali non potresti vivere.

– Questa è una domanda assai difficile. Credo che sarebbero la musica, la letteratura e le persone (famiglia, amici, ecc.). Dopo aver viaggiato così tanto, ho avuto modo di verificare che ci sono persone di ogni tipo in tutto il mondo e che sempre s’impara qualcosa di nuovo (positivo o negativo) da ciascuno di essi. Fatico a non includere il cinema e viaggiare, ma con la letteratura e le buone conversazioni si viaggia pure.

– È curioso che, tra così tanti viaggi per motivi di lavoro, trovi ancora la forza per spostarti lontano anche per le vacanze. Che cosa ci puoi raccontare dei tuoi viaggi? C’è qualche meta che ti piacerebbe particolarmente vedere che tu non sia ancora riuscita a visitare? Perché attira la tua attenzione l’Isola di Pasqua?

– Mia madre dice che devo avere sangue rom o zingara, perché amo visitare tutti i posti possibili. Di questi tempi, le vacanze scarseggiano con così tanto lavoro, ma vorrei visitare tutti i continenti. Mi resta ancora molto da vedere in Nordamerica e Sudamerica. Nel Botswana ho conosciuto il giudice di un paesino ed è stato molto interessante vedere come gli stessi abitanti agivano da tribunale per risolvere i conflitti.

Safari

La Cina è stata pure una nuova esperienza degli anni recenti.

Devo aver visto qualche documentario sull’Isola di Pasqua e i moai attirano la mia attenzione. Anche la Polinesia nel suo insieme mi attrae.

– Infine, supponiamo che riuscissi a prenderti un anno sabbatico per riflettere e scrivere: su cosa verterebbero i tuoi libri? Sulla professione o sarebbe qualcosa di radicalmente diverso?

– Anche se non mi dispiacerebbe scrivere un romanzo, il libro tratterebbe della traduzione giurata e soprattutto spiegherebbe l’approccio di formazione che utilizzo e che ritengo sia piuttosto efficace. Ciò implica un approccio di analisi discorsivo dentro un quadro di presa di decisioni strutturato e con gestione di progetti. Lavoro anche molto allo scopo di aumentare la fiducia degli studenti in loro stessi.

– Qualche commento finale?

– È difficile condensare in così poco spazio oltre quaranta pagine di curriculum (e non è aggiornato). Ho lavorato come commessa, cassiera, in case assicuratrici e da un commercialista, nella difesa degli animali, ecc.. Tutto mi è stato utile in un momento o nell’altro.

– Grazie molte, Cathy. Sapevo che avremmo scoperto cose interessanti, ma ad ogni modo mi ha sorpreso leggere di alcuni tuoi volti che non conoscevo. Speriamo che tu riesca a pubblicare tutti i libri che desideri, potrebbe essere un buon contributo per la didattica in traduzione e interpretazione.

Africa

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Las facetas desconocidas de Cathy Way

Catherine Way, conocida como Cathy, es una ciudadana británica nacida en Chipre que vive en Granada (España). A lo largo de su carrera profesional se dedicó (y aún se dedica) a distintas actividades, entre las cuales figuran la docencia y la interpretación. Lejos de tener una vida quieta, Cathy es una persona que sabe aprovechar el tiempo.

Cathy Way

– Gracias por haber aceptado dedicar un poco de tu tiempo a este Blog, Cathy. Sé que sos una mujer muy activa y, sobre todo, ocupada. De hecho –si la memoria no me falla–, una vez que estábamos hablando me contaste que de Granada te ibas a dar unas conferencias a Hong Kong, que luego volvías a España y viajabas a Barcelona por trabajo, para después proseguir rumbo a Finlandia por otro compromiso laboral y finalmente regresarías a dar clases en la UGR… corrigiendo las traducciones de tus alumnos entre viaje y viaje. ¿De dónde saca tanto tiempo y energías Cathy Way? ¿Es acaso una mujer incansable y que recurre a la magia para alargar sus días? ¿Es inmune al jet lag? ¿Cómo logra encontrar el material de trabajo en su despacho sumergido entre enormes pilas de libros y papeles?

– Sí, ese viaje fue de locura. Catorce vuelos en 20 días y volviendo a las 5 de la mañana para la graduación de mi hijo. Últimamente estamos bajo mucha presión con tantos cambios legislativos, papeleo ingente y exigencias para publicar a nivel de excelencia. Al estar cubriendo bajas maternas, por enfermedad y jubilaciones, estamos muy ocupados. No obstante, siempre he tenido mucha energía. Quizás por haber empezado a trabajar muy temprano (con 14 años), haber estudiado dos carreras a la vez que trabajaba o haber practicado mucho deporte. ¿Quién sabe? Duermo poco. No tomo mucho café y no me has visto bailar toda la noche.

A pesar de lo que puedas pensar con el caos aparente, sé donde tengo todo. La verdad es que estar cinco profesores en un espacio para dos o tres y con becarios de investigación no ayuda en cuanto a espacio y orden.

– Una incógnita que varios tendremos: ¿cómo conseguiste tu nombramiento de Traductora e Intérprete Jurada en España? ¿Tenés algún título equivalente en algún otro país?

– No soy TIJ. Cuando iba a examinarme, mi hijo adelantó su nacimiento. Mi pareja sí lo sacó y, como tenía mucho trabajo con él y traduciendo y revisando para otros TIJ, nunca lo saqué. Sé que ha habido críticas al formar TIJ sin tener el título, pero creo que la manera de traducir un texto jurídico o jurado no varía sustancialmente, salvo en la forma (requisitos del BOE, etc.). Por cierto, hace poco (BOE 15/11/14) se ha publicado una nueva orden del MAEC con cambios para los TIJ.

He seguido algún curso de Derecho, he impartido clases en el Experto en Derecho de Extranjería y colaboro con la Facultad de Derecho de Granada en distintos proyectos. Aunque mis conocimientos de Derecho son de autodidacta, básicamente. Mi pasión es la interpretación y empecé trabajando mucho en los tribunales, además de trabajar como intérprete de conferencias. Se aprende mucho en los tribunales.

– Una persona anónima pregunta qué pensás sobre el hecho de que el Ministerio de Asuntos Exteriores y de Cooperación de España esté rechazando las solicitudes («legítimas», precisa) de nombramiento de Traductores e Intérpretes Jurados a los licenciados que cumplen con todos los requisitos académicos pero que, entre 2010 y 2011, accedieron a la carrera en el tercer año (a raíz del cambio generado por el Proceso de Bolonia de Licenciatura a Grado, una enmienda revocó la posibilidad de solicitar el nombramiento a través del plan de estudios a partir del 2009, aunque no contempló la posibilidad de solicitarlo para quienes entrasen posteriormente a la Licenciatura).

–Me parece una injusticia que se debe más al desconocimiento de la existencia de estudiantes de “pasarela” que otra cosa. Es más de lo mismo, cómo aprovechar el cambio de nombre de “Licenciatura” a “Grado” para eliminar la exención de examen.

– Mencionaste que te parece que el nexo entre la práctica profesional y la formación es un aspecto que podría mejorar. ¿De qué manera? ¿En qué otros aspectos puede y debe mejorar el sector?

– El mundo académico se ha criticado mucho por estar aislado de la práctica profesional. Creo que no es así en muchos casos y que cualquier acercamiento es en beneficio de todos. Procuramos estar al tanto de la situación del mercado y de la profesión y hay que agradecer la ayuda de los profesionales que nos brindan su tiempo para ello. También es verdad que se critica mucho al profesorado sin tener conocimiento de la trayectoria profesional de cada uno. Es casi imposible ser profesor a tiempo completo y mantener una actividad profesional.

– Pasando a un plano más personal… Naciste en una base militar en Chipre, país al que volviste alguna vez. ¿Cómo fue a parar tu familia ahí? ¿Te sentís identificada con la isla?

– Mi padre estaba en las Fuerzas Aéreas británicas. Mi hermana mayor nació en Gales, otra hermana y yo en Chipre, mis dos hermanos en Inglaterra y la más pequeña en Gales. Sí, somos seis hermanos. Nací en la base de Acrotiri, que sigue siendo británica aún. Vivimos un tiempo en la base y el resto en Limasol en una casa alquilada. No volví hasta 2004 y pude encontrar “mi casa” y a la “tata” que ayudaba a mi madre y era dueña de la casa. Fue muy emocionante, la verdad. Tras vivir en tantos sitios de pequeña estaba algo desarraigada. No obstante, tantos cambios influyeron en mis ganas de viajar y mi facilidad para imitar acentos.

– ¿Qué opinión te merece el conflicto chipriota entre la parte griega y la turca? ¿Ves alguna salida al problema?

– Me entristeció mucho ver la división de la isla y el odio que perdura entre ambas partes. Chipre es muy pequeño y quedan muchas heridas abiertas. Ojalá se pudiera buscar una solución para recuperar la harmonía entre los que viven allí.

– Realmente, fue una sorpresa enterarme de que no habías nacido en Gales, como creía. De hecho… ¿hablás algo de gaélico? Viajás mucho de forma constante. ¿Adónde sentís que pertenecés?

– Como llegué a Gales con casi cinco años, no pude aprender galés de pequeña. Ten en cuenta que castigaban a mi abuela en el colegio por hablar el idioma. Además mi abuelo era italiano y de pequeña oía griego e inglés. Tuve un año de galés en primaria y se eliminó del currículo. Estuvimos muchos años luchando para recuperarlo y ahora mis sobrinos van a colegios bilingües. Aprender el idioma es una asignatura pendiente, aunque entiendo algo.

Tras 31 años viviendo en Granada (más que cualquier otro sitio), me siento algo “granaína”, aunque realmente me considero ciudadana del mundo.

– Dos de tus pasiones: la jardinería y el buceo. ¿Cómo las descubriste? ¿Nos mandás alguna foto tuya en acción? ¿Qué otros deportes te gustan?

– De pequeña me encantaban la naturaleza y los animales (de hecho quería ser veterinaria). Hago jardinería desde que era muy pequeña (hasta con huerta) y sigo teniendo jardín. Siempre quería aprender a bucear, pero con tesis, niños y otras cuestiones, es algo que se fue aplazando. Aproveché un fin de semana entre trabajos en Melbourne y Sydney para hacer mi bautizo en la Gran Barrera de Coral. Después saqué el título en Almuñécar. Ahora, por la sobrecarga de trabajo, llevo un año sin bucear. Espero recuperarlo. También quería hacer paracaidismo y, para mi 50 cumpleaños, me regalaron un salto en tándem. Fue genial.

Buceo

Tándem

De joven practicaba casi todos los deportes posibles. La verdad es que con los compañeros tuvimos muchas oportunidades en el colegio y en el instituto. Hacía gimnasia deportiva, atletismo, netball que es parecido al baloncesto, hockey sobre hierba, tenis, tenis de mesa, equitación. Estaba en todos los equipos de deporte. También en un club de gimnasia y de atletismo. Sobre todo soy corredora (100 m, 200 m, 1.500 m, 3.000 m, 100 m vallas) y de salto de longitud. También probé aikidō gracias a mi tío, que es uno de los mejores en este deporte.

Hockey

– Una persona anónima afirma que los gustos definen mucho a una persona y quiere saber tres cosas (materiales o inmateriales) sin las que no podrías vivir.

– Esta pregunta es muy difícil. Creo que tendrían que ser la música, la literatura y las personas (familia, amigos, etc.). De tanto viajar, he comprobado que hay personas de todo tipo en todo el mundo y que siempre se aprende algo nuevo (bueno o malo) de cada uno de ellos. Me cuesta no incluir el cine y viajar, pero con la literatura y buenas conversaciones también se viaja.

– Es curioso que, entre tantos viajes por trabajo, todavía tengas ganas de irte lejos en tus vacaciones. ¿Qué nos podés contar de tus viajes? ¿Hay alguna meta que realmente te gustaría ver que aún no hayas logrado visitar? ¿Por qué te llama la atención la Isla de Pascua?

– Mi madre dice que debo tener sangre de romaní o de zingara porque me gusta visitar todos los sitios posibles. Las vacaciones escasean últimamente con tanto trabajo, pero querría visitar todos los continentes. Me queda mucho que ver de Norteamérica y de Suramérica aún. En Botsuana conocí al juez de un poblado y fue interesante ver cómo el pueblo actuaba de tribunal para resolver conflictos.

Safari

China ha sido una nueva experiencia en los últimos años también.

Debo haber visto algún documental sobre la Isla de Pascua y me llaman la atención los moáis. La Polinesia en general me llama la atención también.

– Por último, supongamos que lograras tomarte un año sabático para reflexionar y escribir: ¿sobre qué versarían tus libros? ¿Sobre la profesión o sería algo radicalmente distinto?

–Aunque no me importaría escribir una novela, el libro sería sobre la traducción jurídica y sobre todo para explicar el enfoque de formación que utilizo y que creo bastante efectivo. Implica un enfoque de análisis discursivo dentro de un marco de toma de decisiones estructurada y con gestión de proyectos. Trabajo mucho en aumentar la autoconfianza del estudiantado también.

– ¿Algún comentario final?

– Es difícil condensar en tan poco espacio cuarenta y tantos folios de currículum (y no está al día). He trabajado de dependienta, cajera, en seguros y contabilidad, de voluntaria en la protectora de animales, etc.. Todo me ha servido en algún momento.

– Muchas gracias, Cathy. Sabía que íbamos a descubrir cosas interesantes, pero aún así me sorprendió leer sobre algunas de tus facetas que desconocía. Esperemos que logres publicar todos los libros que desees, podría ser un buen aporte para la didáctica en traducción e interpretación.

África

Presentazione II: Catherine Way

La seconda intervista de Intérpretes y Traductores al desnudo – Interpreti e Traduttori allo scoperto è nientemeno che a Catherine Way, figura autorevole nell’ambito della traduzione giuridica (e non solo).

Catherine, conosciuta come Cathy, è nata ad Akrotiri (Cipro) e vive in Spagna da anni. Lavora come traduttrice, interprete di conferenza e presso i tribunali, oltre che come professoressa titolare nella Facoltà di Traduzione e Interpretazione dell’Università di Granada. I suoi settori di specialità sono: traduzione giuridica ed economica, didattica della traduzione, formazione di formatori, revisione ed editing. A livello accademico ha ottenuto un Bachelor of Arts with Honours alla University of Leeds nel 1983, laurea che le autorità spagnole hanno convalidato per una Licenciatura in Filologia Ispanica nel 1996; ha studiato la Diplomatura in Traduzione e Interpretazione all’Università di Granada e, anche se la nascita di suo figlio non le ha permesso di dare l’ultimo esame per completare la specialità in traduzione, sì ha completato la specialità d’interpretazione nel 1994. Inoltre ha ottenuto il titolo di Dottoressa di ricerca in Traduzione e Interpretazione all’Università di Granada nel 2003 (la sua tesi dottorale, che le è valsa il massimo dei voti con lode all’unanimità, s’intitola «La traducción como acción social: el caso de los documentos académicos (inglés-español)» («La traduzione come azione sociale: il caso dei documenti accademici (inglese-spagnolo)») e il Direttore è stato il Dott. Neil McLaren del Dipartimento di Filologia Inglese dell’Università di Granada).

L’intervistata gestisce 45 gruppi di Yahoo che ha creato per ogni materia che ha insegnato nel 3° e 4° anno della Licenciatura e del Master della UGR dal 2003. Nei suddetti gruppi rinvia offerte di borse di studio, lavoro, informazione su corsi e risorse. Oltre a ciò, in questo modo riesce a mantenere il contatto coi suoi ex alunni e con la professione. Quest’anno, ad esempio, ha iniziato un progetto pilota di mentoring per i neolaureati, che mette in contatto coi laureati di maggior esperienza nei settori di loro interesse.

Cathy sembra non stancarsi di percorrere il mondo. Per lavoro è stata nel Regno Unito, Irlanda, Francia, Belgio, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Paesi Bassi, Finlandia, Italia, Grecia, Cipro, Germania, Portogallo, Australia, Cina, Sudafrica, Messico, Stati Uniti e a breve visiterà la Svizzera e il Brasile; mentre che per piacere è stata in Zimbabwe, Botswana, Capo Verde, Marocco, Singapore ed è tornata in alcuni dei paesi precedentemente elencati. Ha due figli («indipendenti», specifica) e tra i suoi interessi, oltre a viaggiare, spiccano lo sport, la musica, la lettura, le immersioni subacquee e il giardinaggio. Alcune delle cose del gradimento di Cathy sono la sincerità, il godersi le piccole cose della vita (una passeggiata o stare con gli amici) e l’avventura di conoscere sempre di più ogni giorno (persone, culture, luoghi e altro ancora); mentre invece prova un rigetto per la falsità, la passività e l’intolleranza.

Catherine continua a lavorare instancabilmente per trovare un metodo che faccia sì che la valutazione sia più oggettiva nel mondo della traduzione. «Credo che la proiezione della professione stia finalmente guadagnando terreno nella società. Gradirei vedere più collaborazione tra l’esercizio della professione e la formazione. Adoro vedere i successi dei nostri laureati e il fatto che si aiutino tra di loro. Mi piacerebbe prendermi un anno sabbatico per poter avere più tempo per riflettere», afferma. Aspira a scrivere un libro (o due), bilanciare meglio la vita lavorativa e personale, visitare vecchi amici e luoghi che ancora non conosce (come l’Isola di Pasqua), imparare il cinese e, chissà se non si tratti del compito più difficile, fare ordine nel suo ufficio pieno zeppo di materiale.

Per formulare delle domande, avete tre opzioni diverse:
– con un commento alla fine di questo stesso articolo;
– con un messaggio privato alla pagina di Facebook del Blog;
– con una mail a sebgfa@gmail.com.
Ricordate che bisogna chiarire se volete che le domande siano anonime. In caso di non ricevere una richiesta che lo specifichi, l’identità della persona che fa la domanda verrà rivelata.
Grazie a tutti e a presto!

Presentación II: Catherine Way

La segunda entrevista de Intérpretes y Traductores al desnudo – Interpreti e Traduttori allo scoperto es nada menos que a Catherine Way, eminencia en el ámbito de la traducción jurídica (y no sólo).

Catherine, conocida como Cathy, nació en Acrotiri (Chipre) y vive en España de hace años. Trabaja como traductora, intérprete de conferencias y en los tribunales y como profesora titular en la Facultad de Traducción e Interpretación de la Universidad de Granada. Los sectores en los que se especializa son: traducción jurídica y económica, didáctica de la traducción, formación de formadores, revisión y edición. A nivel académico obtuvo un Bachelor of Arts with Honours en la University of Leeds en 1983, título que las autoridades españolas homologaron a una Licenciatura en Filología Hispánica en 1996; estudió la Diplomatura en Traducción e Interpretación en la Universidad de Granada y, aunque el nacimiento de su hijo no le permitió dar el último examen para completar la especialidad en traducción, sí completó la especialidad de interpretación en 1994. Además consiguió el título de Doctora en Traducción e Interpretación por la Universidad de Granada en 2003 (su tesis doctoral, que le valió un Sobresaliente cum laude por unanimidad, se titula: «La traducción como acción social: el caso de los documentos académicos (inglés-español)» y el Director fue el Dr. Neil McLaren del Departamento de Filología Inglesa de la Universidad de Granada).

La entrevistada gestiona 45 grupos de Yahoo que creó para cada asignatura que impartió en 3º y 4º año de la Licenciatura y Posgrado de la UGR desde 2003. En dichos grupos reenvía ofertas de becas, trabajo, información de cursos y recursos. Además, de esta forma logra mantener el contacto con sus exalumnos y la profesión. Este año, por ejemplo, empezó un proyecto piloto de mentoring para los recién egresados, a quienes pone en contacto con egresados con más experiencia en los campos que les interesan.

Cathy parece no cansarse de recorrer el mundo. Por trabajo estuvo en el Reino Unido, Irlanda, Francia, Bélgica, España, Hungría, República Checa, Polonia, Países Bajos, Finlandia, Italia, Grecia, Chipre, Alemania, Portugal, Australia, China, Sur África, México, Estados Unidos y próximamente irá a Suiza y Brasil; mientras que por placer fue a Zimbabue, Botsuana, Cabo Verde, Marruecos, Singapur y volvió a algunos de los países mencionados anteriormente. Tiene dos hijos («independientes», aclara) y entre sus intereses, además de viajar, destacan los deportes, la música, la lectura, el buceo y la jardinería. Algunas de las cosas que le agradan a Cathy son la sinceridad, disfrutar de las pequeñas cosas de la vida (un paseo o estar con amigos) y la aventura de conocer más cada día (personas, culturas, lugares y más); mientras que siente rechazo por la falsedad, la pasividad ni la intolerancia.

Catherine sigue trabajando de forma incansable para encontrar un método que haga que la evaluación sea más objetiva en el mundo de la traducción. «Creo que por fin la proyección de la profesión está ganando terreno en la sociedad. Me gustaría ver más colaboración entre la práctica profesional y la formación. Me encanta ver los éxitos de nuestros egresados y que se apoyen entre sí. Me gustaría coger un año sabático para poder tener más tiempo para reflexionar», afirma. Aspira a escribir un libro (o dos), equilibrar más la vida laboral y personal, visitar a viejos amigos y lugares que aún no conoce (como la Isla de Pascua), aprender chino y, quién sabe si pueda ser la tarea más difícil, ordenar su despacho repleto de material.

Para formular preguntas, tienen tres opciones distintas:
– con un comentario al final de este mismo artículo;
– con un mensaje privado a la página de Facebook del Blog;
– con un correo electrónico a sebgfa@gmail.com.
Recuerden que hace falta aclarar si quieren que las preguntas sean anónimas. De no recibir una solicitud que lo especifique, se revelará la identidad de la persona que pregunta.
¡Gracias a todos y hasta pronto!