Lo strano nesso tra i Jedi e Michael Jackson: Elisabetta Colombo

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Sebbene un po’ più tardi del previsto, questa volta su Intérpretes y Traductores al desnudo-Interpreti e Traduttori allo scoperto potremo conoscere un volto magari poco “mediatico”, ma molto interessante nell’ambito della traduzione della fantascienza e, casualmente (o no), delle interviste. Ecco a voi Elisabetta Colombo.

– Siamo a gennaio, le feste sono passate e siamo tutti un po’ alle prese con l’inizio dell’anno. Per questo, voglio dirti che apprezzo che tu ti prenda il tempo per dilettarci con queste righe che ci faranno iniziare il 2016 con entusiasmo. So che non sempre hai fatto la traduttrice. Ci racconti prima a che cosa ti dedicavi?

– In realtà, non faccio da sempre la traduttrice a tempo pieno. Quando ho finito la scuola interpreti, ho lavorato per qualche mese all’aeroporto di Malpensa come hostess di terra addetta al check-in e agli imbarchi. Non faceva per me, quindi ho deciso di occuparmi dell’azienda di famiglia: una profumeria. Il mio lavoro a tempo pieno era quello, ma ho iniziato a fare la traduttrice part-time quasi da subito. Collaboravo con delle riviste, ed era un lavoro che adoravo, molto interessante e stimolante.

– Come mai hai deciso di cambiare? Hai riscoperto la tua vera passione?

– Beh, direi che non c’è stato un vero e proprio cambiamento, e nemmeno una riscoperta. La definirei piuttosto un’evoluzione. Quando ho chiuso il capitolo “azienda di famiglia”, occuparmi a tempo pieno di quella che è sempre stata la mia passione, è stato un passaggio naturale.

– Hai tradotto articoli; vuoi dirci per quali riviste? Che tipo di articoli erano?

– Collaboravo con Rolling Stone Italia e GQ Magazine. Traducevo interviste e articoli vari, che riguardavano cantanti, attori, personaggi noti e temi d’attualità. Potrei citare decine di interviste e articoli interessanti, ma mi sono rimaste nel cuore un’intervista a Bono Vox, una a George Lucas e una a Michael Jackson. Le prime due sono state pubblicate da Rolling Stone: quella a Bono Vox era lunghissima e particolarmente introspettiva, quella a George Lucas era appassionante e fu pubblicata in occasione dell’uscita di Star Wars Episodio III – La vendetta dei Sith. L’intervista a Michael Jackson, invece, venne pubblicata da GQ in esclusiva per l’Italia. Erano almeno dieci anni che Michael Jackson non rilasciava interviste, e quella fu una delle ultime prima della sua morte.

– Ormai è impossibile non associare il tuo nome al libro “Come Star Wars ha conquistato l’universo”. Di cosa tratta esattamente quest’opera?

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– È una monografia molto particolareggiata sulla storia di Star Wars, da quando è nato nella testa di Lucas, fino all’uscita di Episodio VII. È un libro molto affascinante, che offre una visione d’insieme non solo della saga, ma anche della storia della cinematografia e di tutto ciò che gira intorno a questi argomenti. Lo consiglio vivamente ai fan di Star Wars, e a chiunque abbia voglia di imparare qualcosa di nuovo, perché è davvero un libro a 360°.

– Sei fan di Star Wars, appunto, ma anche di Harry Potter e di Tolkien. Quali sono i personaggi preferiti in ciascun mondo e perché?

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– George Lucas, J.K. Rowling e J.R.R. Tolkien: menti geniali e visionarie, che hanno regalato al mondo realtà parallele in cui rifugiarsi e vivere avventure sempre diverse. Che siano gli incrociatori della Flotta Imperiale, le regioni della Terra di Mezzo o le stanze segrete del castello di Hogwarts, poco importa: per me sono territori sempre diversi e ammalianti, pervasi di quella magia che, a volte, nella nostra realtà viene a mancare. In genere, sono più attratta dai “cattivi redenti” o da chi sta sempre in bilico fra bene e male: trovo che siano loro i veri eroi. Questi personaggi sono più completi e più intelligenti, il loro “viaggio” è più interessante e coinvolgente, e hanno sicuramente molte più cose da insegnare di chi nasce e muore buono o cattivo. Silente e Gandalf, ad esempio, che hanno conosciuto entrambi il potere di attrazione della magia oscura, riuscendo però a ravvedersi in tempo. E il mio preferito, Darth Vader, che dal Lato Oscuro si è lasciato invece sedurre, riscattandosi solo alla fine.

– C’è qualche nesso tra quello e la tua passione per la storia del Medioevo? Da dove nasce?

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– Anche il Medioevo è pervaso da storie fantastiche, fatte di spade, cavalieri, draghi e streghe. Tutte le storie più appassionanti traggono ispirazione dal Medioevo: pensate alle ambientazioni, agli abiti e alle armi. Non esistono favole in cui non ci siano cavalieri, principesse e magia. Gli antichi non sapevano spiegare con la ragione fenomeni che oggi definiamo “scientifici”, quindi li attribuivano sempre a qualcosa di soprannaturale. Le superstizioni che ancora oggi condizionano la realtà di chi ci crede (i gatti neri, ad esempio, o passare sotto le scale, la scopa sui piedi, e così via) derivano per la maggior parte dal Medioevo.

– Horror: libri sì, film no. Come mai?

– Perché i film mi fanno paura, i libri no. Nei libri costruisci le situazioni come vuoi tu, nei film sei costretto a guardare quello che creano gli altri… e siccome i film horror sono fatti apposta per fare tanta paura, fanno paura davvero.

– Hai mai recitato in un teatro vero e proprio? Che ruoli ti piace avere? Hai mai fatto da cosplayer?

– Se per teatro vero intendi una sala in cui ci sia un palcoscenico, delle quinte, e delle poltroncine con il pubblico, allora sì, anche più di uno. Non essendo una professionista, non ho mai recitato in teatri famosi. Ho avuto diversi ruoli, ma quelli che mi vengono meglio sono quelli comici. Sono brava a costruire personaggi che abbiano delle caratteristiche ridicole: una camminata strana, un difetto nella parlata… mi diverto di più. Ho fatto da cosplayer solo alle feste con gli amici. Non ho mai partecipato a convention o a manifestazioni pubbliche.

– Dici di non suonare bene la chitarra. Ma i tuoi gatti… scappano quando suoni?

– Sì, la suono davvero male, ultimamente poi, per una serie di motivi, ho smesso anche di esercitarmi. Ma ne ho due, una classica e una elettrica, che comunque restano lì ad aspettarmi. I miei gatti preferiscono farmi compagnia mentre lavoro…

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– Qual è il tuo vino preferito? E perché non ti piace il cioccolato?

– Il mio vino preferito è l’Amarone. E non mi piace il cioccolato perché… boh. Non c’è una ragione specifica: non mi piace il cioccolato perché non mi piace!!

– Per concludere, descrivici una tua giornata ideale.

– Non posso descrivere una giornata ideale: una giornata ideale è quella che, quando arrivi a sera e ci ripensi, ti fa dire “wow, che figata di giornata!”. E ho imparato che nella vita non vale la pena programmare, basta vivere qui e ora. Ci sono cose che mi piace fare e persone con cui mi piace stare, e se nello stesso giorno riesco ad abbinare le due cose… ecco, è quella la mia giornata ideale!

– Come qualcuno direbbe, le piccole cose ci cambiano la giornata. Ebbene, Betty e tutti voi lettori, vi auguro un buon inizio 2016 e che la forza vi accompagni!

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